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Tra Cremona e Mantova, sapori e luoghi da scoprire…

“Ci sono esperienze che lasciano solo ricordi e poi ci sono esperienze in grado di lasciarti il segno e che vorresti rivivere per paura che si cancellino troppo in fretta.”

È così strano, eppure rimango felicemente stupita quando vado alla scoperta di nuove realtà che si rivelano delle continue sorprese. Oggi vi racconto dello splendido tour a cui ho avuto il piacere di partecipare, organizzato dall’ente del turismo inLOMBARDIA. Ho scoperto due città dove sapore, arte e storia, vanno a braccetto, ma inizierò parlandovene una per volta.

Cremona, città di Antonio Stradivari uno dei più grandi liutai per eccellenza! La sua tecnica ancora oggi viene insegnata all’interno della Scuola Internazionale di Liuteria e i suoi capolavori si possono trovare all’interno del Museo del Violino, violini che a giorno d’oggi vengono venduti all’asta ad un costo da capogiri. Sapevate che a Cremona ci sono 154 botteghe di liutai? E’ pazzesco da credere, si potrebbero trascorrere intere giornate a girarle tutte!

Per non parlare del primo teatro pubblico di Cremona, il cosiddetto Teatro della società, dopo brutti trascorsi durante il periodo dell’800 venne raso al suolo da un incendio e il nuovo progetto venne affidato a Luigi Canonica, noto architetto teatrale dell’epoca. Nel 900 il Comune ne acquisisce la proprietà e da quel momento in poi venne dedicato al noto compositore cremonese Amilcare Ponchielli.

 

Questa splendida città ha un simbolo che la caratterizza, il Torrazzo, è il secondo campanile storico più alto d’Italia. Questo orologio astronomico indica il moto degli astri e le fasi lunari. Per rimanerne ancora più incantati vi consiglio il panorama dal Palazzo Comunale, vedrete la bellezza del Torrazzo e della Cattedrale specialmente al crepuscolo, quando tutto diventa ancora più suggestivo.

Comunque da siciliana buongustaia di certo non potevo tralasciare l’aspetto culinario. Le Fattorie Cremona è una cooperativa che nasce nel cuore della pianura padana formata da 19 allevatori, producono l’80% di Grana Padano (ben 500 forme al giorno) e il 20% viene sfruttato per produrre i provoloni, formaggi biologici e prodotti freschi da banco.

Un altro prodotto molto particolare del posto è la mostarda cremonese, a base di frutta, zucchero ed essenza di senape, solitamente molto piccante che si abbinata a carni lessate e formaggi stagionati.

Ed infine il prodotto più ambito, il torrone, impasto di albume, miele e mandorle. Esiste un’azienda che produce il torrone di una volta, una tradizione tramandata dai nonni alle nipoti, “Le Sorelle Rivoltini”. Entrando nel loro laboratorio si respira aria di famiglia e ci si confonde dal profumo inconfondibile di torrone e croccante, quella voglia di creare dolci tra sorrisi e sguardi sinceri. La passione che mettono in ciò che fanno si percepisce dall’amore che trasmettono.

Da annotare sull’agenda:

La festa del Torrone che si terrà a Cremona dal 17-25 novembre 2018!

Mantova, patrimonio dell’UNESCO, città dove storia, arte e cultura s’intrecciano. Città dei Gonzaga, coloro che diedero vita ad uno dei più grandi centri del Rinascimento. Ogni luogo qui è pieno di fascino e parla di se’. La Biblioteca Teresiana, edificata all’interno in un antico collegio gesuita, è la più antica biblioteca pubblica della città. Resa autentica grazie anche agli splendidi mappamondi e corpi celesti prodotti da Vincenzo Maria Coronelli, uno dei più grandi cartografi e geografi del 600.

Anche Mozart lasciò il suo segno, sapete? Nel Teatro Scientifico Bibiena. Teatro dallo stile settecentesco.

Ritornando ai Gonzaga, la famiglia nota che ha caratterizzato questa città. I garbugli, i tradimenti, gli amori nascosti e le loro passioni.

Palazzo Ducale, per quasi quattro secoli fu la residenza dei Gonzaga. Copre una superficie di 35 mila metri quadri e conta al suo interno più di 950 ambienti. Tra le cose più belle troverete il capolavoro di Andrea Mantegna; “Camera degli Sposi”.  Commissionata da Ludovico Gonzaga, questa stanza aveva due funzioni, da stanza per le udienze o come camera da letto di rappresentanza. Il tema principale di questi affreschi è la famiglia e gli avvenimenti che vennero a susseguirsi, come l’elezione a cardinale di Francesco Gonzaga nella speranza che un giorno potesse essere eletto Papa, infatti c’è anche rappresentata la città Eterna.

Ma ritornando ai piaceri, Federico II Gonzaga aveva il suo palazzo per “L’onesto ozio”. Palazzo Te, edificato e pitturato da Giulio Romano fra il 1525 e il 1535, rappresenta uno dei più importanti esempi di villa rinascimentale. Ciò che mi ha stupita di più è la storia di questa così travolgente passione tra Federico e la sua amante, Isabella Boschetti. Tra soffitti, camini e affreschi, ci sono dei simboli che vanno a ripetersi.

La salamandra, questo animale va a personificare la passione che Federico provava nei confronti di Isabella. A volte la salamandra sbuca dai soffitti oppure scende dai camini, la si trova affrescata sulle pareti oppure sul pavimento. Non sempre è accompagnata dal cartiglio che riporta il motto in latino “Quod huuic deest me torquet” (ciò che a lei manca mi tormenta).

Principalmente questo palazzo è caratterizzato da miti greci, come il simbolo ben noto di Federico, il Monte Olimpo, sta a rappresentare l’animo magnanimo e sapiente.

La Sala di Amore e Psiche, la rappresentazione della passione di Federico per Isabella che si ripete, raffigurando Giove e Olimpiade. Giove, entrato nel letto della Olimpiade in forma di serpente, ha ripreso la forma umana e si appresta a congiungersi alla regina di Macedonia. Filippo II, sposo di Olimpiade, spia la scena nascosto dietro l’uscio, ma l’aquila di Giove punisce la curiosità del re, colpendo il suo occhio con il fulmine che sorregge con gli artigli.

 

La Sala dei Cavalli, era destinata all’accoglienza degli ospiti  e alle più importanti cerimonie. Federico, come il padre e i suoi avi, li allevava nelle celebri scuderie e li teneva in massimo conto, considerandoli l’omaggio più alto che si potesse fare ad un amico o ad un ospite illustre.

 

La Camera dei Giganti, è una tra le più note stanze affrescate all’interno dei Palazzo Te. Un unico affresco che pone lo spettatore al centro dell’evento narrato nel dipinto. La sala si presenta a base quadrata sovrastata da un soffitto a cupola. Nella cupola è rappresentato Giove che, con un fascio di fulmini, sconfigge i Giganti, ritratti a partire dal pavimento mentre stanno cercando di ascendere all’Olimpo.

 

Mantova è caratterizzata anche da sapori dal gusto inconfondibile. I ravioli di zucca, la sbrisolona, la mostarda e tanto altro!

Spero di avermi coinvolto in questa lettura. E voi? Siete mai stati in questi magnifici posti? ❤

 

5 risposte a "Tra Cremona e Mantova, sapori e luoghi da scoprire…"

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